07 gennaio 2009

L'auto a quattro ruote sterzanti.

Maggio 1932.
Un meccanico della Pontiac aveva trovato gia' il modo di rendere agevole il parcheggio senza sensori o telecamere: le ruote sono montate su mozzi sterzanti che le permettono di muoversi lateralmente con un angolo di 65 gradi.

06 gennaio 2009

La spagnola: perche' quell'inlfuenza fu cosi' devastante.


Il virus della Spagnola viene ricordato come uno dei più letali nella storia dell’umanità. Secondo le cronache, uccise tra 20 e 50 milioni di persone nel 1918, complici anche le cattive condizioni delle popolazioni stremate dalla Grande Guerra (alcune stime arrivano fino a 100 milioni di persone: numeri pressoché tre volte maggiori al numero di persone uccise e ferite nella I Guerra Mondiale, e paragonabili alle perdite subite nella II Guerra Mondiale).

In America circa il 28% della popolazione ne soffrì, e ne morirono dalle 500.000 alle 675.000 persone. In Gran Bretagna ne morirono 200.000, in Francia 400.000. Paesi interi perirono in Alaska e Sud Africa. In Australia si stima che le morti furono circa 10.000 e nelle isole Fiji, in sole due settimane, perì il 14% della popolazione, mentre nella Samoa occidentale il 22%. Si stima che in India i morti furono 17 milioni, circa il 5% della popolazione di allora, e nell'esercito indiano circa il 22% delle truppe infettate morirono.

"I virus dell’influenza ‘convenzionali’ si replicano essenzialmente nelle vie respiratorie superiori: bocca, naso e gola; il virus del 1918 si replica nelle stesse zone ma anche nei polmoni”, causando una polmonite primaria nei soggetti infetti, ha spiegato il virologo Yoshihiro Kawaoka dell’Università del Wisconsin a Madison.

Le autopsie delle vittime della spagnola infatti rivelavano spesso polmoni pieni di liquido e danneggiati da copiose emorragie. Un’ipotesi seguita da molti studiosi era che la capacità dei virus di prendere il controllo dei polmoni fosse associata con l’alto livello di virulenza del patogeno, ma i geni in grado di conferirla rimanevano sconosciuti.

Kawaoka mescolando elementi genetici del virus della spagnola con quelli dell’influenza aviaria (che ha ucciso 130 persone dal 2003 e risultano dello stesso ceppo) attualmente in circolazione (testati su un gruppo di furetti, animali che riproducono assai fedelmente le caratteristiche dell’infezione umana) ha identificato tre geni che in combinazione con un quarto gene chiave, permette al virus di colonizzare le cellule dei polmoni e di codificare per l’RNA polimerasi, una proteina necessaria per la riproduzione del virus.

UN'INFLUENZA PIANIFICATA?
Ma c'e' anche un'ipotesi inquietante: nel 1948 Heinrich Mueller, già capo della Gestapo, disse agli interrogatori della CIA che la più devastante piaga nella storia dell'umanità era stata creata dall'uomo!
Mueller asseriva che l'influenza era parte di un'arma batteriologica dell'esercito americano che in qualche modo infettò i soldati del Camp Riley KS nel marzo del 1918 e si diffuse in tutto il mondo. Disse che "divenne incontrollabile", ma non possiamo scartare l'orrenda possibilità che "la spagnola" fosse una misura ad hoc per ridurrre drasticamente la popolazione, e che potrebbe essere usata ancora.
Addirittura, i sintomi del 1918 erano così insoliti che dapprima la diagnosi fu sbagliata, e si pensò che si trattasse di dengue, colera, o tifo. Un cronista osservò: "Una delle complicanze più impressionanti era l'emorragia delle mucose, specie quelle del naso, dello stomaco e dell'intestino. Si verificarono pure sanguinamenti dalle orecchie ed emorragie petecchiali… Un'altra caratteristica di questa pandemia fu che uccise perlopiù adulti giovani, con il 99% delle vittime di età inferiore ai 65 anni di cui più della metà tra i 20 e i 40 anni. Ciò che incuriosisce è che normalmente l'influenza è più micidiale tra i bambini di meno di due anni e i vecchi con più di 70".

L'INTERROGATORIO DELLA CIA A HEINRICH MUELLER
Ad una conferenza sulla guerra batteriologica indetta dai nazisti nel 1944 a Berlino, il generale Walter Schreiber, Capo dei Medici Militari dell'esercito tedesco, disse a Mueller che nel 1927 aveva passato due mesi in America, consultandosi con i suoi omologhi. Questi gli dissero che il cosiddetto "virus colpo doppio" (Influenza Spagnola) era stato sviluppato ed usato durante la guerra del 1914-18. "Ma – secondo Mueller – sfuggì loro di mano ed invece di uccidere i tedeschi che a quel punto si erano già arresi, si ritorse contro essi stessi e quasi tutti gli altri" ("Capo della Gestapo: L'interrogatorio della CIA del 1948 a Heinrich Mueller" Vol. 2, di Gregory Douglas, p. 106).
Dice Mueller: "Non sono dottore, sapete, ma il ‘colpo doppio' riferito ad un virus, o veramente ad un paio di virus, funzionava come un campione di pugilato. Il primo colpo attaccava il sistema immunitario e rendeva la vittima fatalmente suscettibile al secondo colpo, cioè ad una forma di polmonite… [mi disse Schreiber] è stato uno scienziato inglese a svilupparlo… Ora sapete perché queste cose sono pazzesche. Sono virus che possono mutare e cosa era stato previsto per un fine potrebbe cambiare in qualcos'altro di veramente terribile". Il soggetto dell'influenza spagnola venne fuori nel contesto di un dibattito sul tifo. Il virus del tifo, intenzionalmente introdotto nei campi dei prigionieri di guerra russi, insieme alla fame contribuì ad uccidere 3 milioni di uomini. Il virus si diffuse ad Auschwitz ed altri campi di concentramento con prigionieri russi e polacchi. Nel contesto della guerra fredda Mueller dice: "Se Stalin invadesse l'Europa, una piccola malattia qui e là annienterebbe i suoi, lasciando tutto intatto. Inoltre, una bottiglietta di germi è molto meno costosa di una bomba atomica, non è vero? Pensate, poter tenere in pugno più uomini che mai Stalin riuscirebbe a mettere insieme, e non dover preoccuparsi di sfamarli, vestirli o rifornirli di munizioni. D'altra parte, la minaccia di una guerra… fa meraviglie per l'economia" (p. 108).